L’emergenza che ha colpito l’Italia richiede a tutti noi un non facile sforzo di equilibrio. La comunicazione sul tema è stata fino a oggi pessima: catastrofisti, negazionisti, professionisti del paradosso, sciacalli ed esperti d’improvvisazione più che di medicina hanno sentito il bisogno o visto l’opportunità di prendere posizione su una situazione di caratura epocale. Ora, però, è il momento di concentrarci in modo serio sul futuro.

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